Marco Simonit, il curatore di vigne

Abbiamo conosciuto Marco Simonit a Cortina durante il VinoVip Cortina. Ascoltandolo parlare del suo lavoro sui vigneti che cura con passione quasi carnale, anche i meno esperti alla fine ne restano avvinti, catturati dal suo inedito stile. Tratta le piante con rispetto e perizia chirurgica, quasi fossero corpi umani. Per Marco Simonit la vite è come un individuo di cui prendersi cura. Se la pianta sta bene vive più a lungo e produce un vino riconoscibile, figlio della terra su cui cresce.

 La pensa così Marco Simonit, potatore di vigne friulano. Il più richiesto al mondo. Gli ultimi 25 anni dei suoi 48 li ha trascorsi a perfezionare e divulgare l’arte della potatura. Un mestiere antico che Simonit ha saputo recuperare e trasformare in un’eccellenza, rinnovandolo anche nei più banali cliché: il suo stile lo fa infatti sembrare più una rockstar americana che un uomo di terra. Tutto è cominciato quando, a 21 anni, subito dopo il diploma all’Istituto agrario di Udine, iniziò a lavorare al Consorzio di Tutela Vini del Collio, dove iniziò ad osservare le viti e rimase colpito dalle piaghe da potatura. E’ così che si è accorto delle ferite che ricoprivano le piante e volle capire quali fossero gli effetti di quelle mutilazioni. Non ricevendo risposte soddisfacenti alle sue domande iniziò a fare delle “autopsie” su piante e rami secchi e gli si aprì un mondo. Capì che le ferite all’interno del tronco generano coni di disseccamento che costruiscono il sistema vascolare della pianta, provocandone il deperimento. E così, Marco, volle trovare un metodo di potatura meno invasivo, con regole di taglio corretto. Viaggiando in Grecia e in Spagna trovò vigneti molto efficienti, con piante anche di 50 anni di vita e capì che quelle più longeve erano molto ramificate, quasi più degli alberi, e si convinse che quella poteva essere la strada giusta da intraprendere.

 

 Il metodo che ha ideato, oggi codificato come “Simonit&Sirch”, consiste, in una potatura ramificata ed è stato adottato anche in Francia, nei santuari della Champagne. Fra le cantine che gli hanno affidato le proprie vigne ci sono lo Château d’Yquem, il Gruppo Roederer, i Domaines Ott, lo Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande, il Domaine de Chevalier, Gaja, Frescobaldi, Petra, Ferrari, Bellavista, Zonin.  Con il suo team di preparatori d’uva, un’équipe di 22 tecnici, e il socio Pierpaolo Sirch, Marco insegna a “saper fare in vigna” in dieci istituti tra università e centri di ricerca scientifici in Italia ed Europa. Ha fondato la prima Scuola italiana di potatura della vite con tredici sedi nelle principali zone viticole italiane, e ha pubblicato da poco il primo Manuale di potatura della vite: Guyot – L’informatore agrario.

 

Testo: Simona Pahontu

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