All’Hangar Bicocca di Milano l’artista Philippe Parreno e le ipotesi dell’arte

Luce e musica, video e un allestimento che ti invoglia a camminare: la mostra all’Hangar Bicocca di Milano è sulle ipotesi dell’arte di Philippe Parreno.

Fino al 14 febbraio l’artista francese, è protagonista di una retrospettiva all’Hangar Bicocca di Milano dal titolo Hypothesis, seguito della mostra Hypnosis realizzata lo scorso anno a New York. Qui Parreno scardina le logiche delle usuali mostre, per farci “ipotizzare” significati alternativi e spiegarci i perchè, mai univochi, di una collezione d’arte. Esposti a Milano i lavori della sua lunga e promettente carriera d’artista, che allestisce scegliendo di farceli osservare dal basso. Motore delle ipotesi, siamo noi catapultati in uno spazio reinventato da prospettive differenti, che da visitatori percorriamo gli spazi dell’Hangar Bicocca lasciandoci suggestionare dalle luci, dai movimenti e dai suoni.

 

La mostra è invasione: un’invasione creativa tra i significati delle arti. Con Parreno la collezione di opere diventa drammaturgia, spartito musicale, sala di registrazione e montaggio, complice la tecnologia che coinvolge lo spettatore ad ogni suo passo, che crea atmosfere e cambia la percezione di ogni opera già esposta, già vista, perchè ne stravolge la comprensione. Ma anche merito della volontà di Parreno di far dialogare artisti, del presente e del passato presentando opere come Walkaround Time di Jasper Johns del 1968, che realizzata per una coreografia per Cunningham, rievoca e rivisita La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche (Il Grande Vetro) di Marcel Duchamp.
Indicatrice del percorso è l’installazione Danny the Street (2006-2015), composta da 19 Marquees, sculture in plexiglass, luci e suoni, realizzate dal 2006 al 2015. Questa viene descritta dall’artista come una strada immaginaria intervallata da Marquees, che riprendono le insegne luminose degli anni’50 usate per promuovere film. In questo caso, sono anticipatori di 7 proiezioni filmiche di Parreno al di sopra di un tappeto nero.

Vere e proprie scenografie quelle che Parreno allestisce in mostra, in collaborazione con altri artisti come nell’operaAnother Day with Another Sun (2014), realizzata con Liam Gillick che rievoca il passaggio del sole dall’alba al tramonto. La luce è un elemento importante perchè ci trasporta in una realtà evanescente, in cui messa in discussione l’autorialità dell’arte, si generano nello spazio intense connessioni.

 

Testo: Simona Pahontu

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