Dubai, a tutto lusso!

Qualche giorno fa ho raccontato la Dubai più vera e autentica, adesso, invece  è il momento di passare alla zona più famosa e frequentata: quella moderna.
La cosa impressionante è che questa parte di città è stata creata sostanzialmente dal nulla negli ultimi 40 anni, trasformando Dubai da tipico villaggio di pescatori a metropoli futuristica.
Qui si può davvero vedere che progressi pazzeschi abbia fatto l’uomo in fatto di ingegneria e architettura e – sebbene la cosa possa piacere o meno (questione di gusti) – è certamente impressionante.
Come ho scritto qualche giorno fa, io il mondo sarei interessata a vederlo tutto. A volte la tentazione (mia, ma anche di tante altre persone, noto) è quella di preferire mete nella natura o ricche di storia e monumenti. Oppure quelle “belle” in modo canonico. La tendenza generale è quella di snobbare le mete molto moderne o “tutte cemento” in quanto ritenute meno interessanti e degne di visita. Ho scoperto, grazie ai miei viaggi, che questo non è sempre vero, anzi. Poi non è che questo valga per tutti: ognuno deve trovare il proprio modo di viaggiare e i gusti sono gusti, ma nel mio caso specifico ho scoperto che raramente le mete che sembrano solo moderne e tutto cemento, sono davvero così. Molto dipende dalla propria disposizione d’animo e dal modo in cui si guarda il mondo.  Spesso anche le mete meno canonicamente belle e promettenti sono molto interessanti per motivi del tutto diversi.
Tutto ciò per dire che forse a molti la parte moderna di Dubai non piacerà. A  me piace molto.
Di Dubai mi ha colpito moltissimo l’ovvio: il fatto che la sola volontà dell’uomo sia riuscita a creare un miracolo di modernità e architettura in mezzo al nulla, con un clima decisamente ostile.
A pensarci, anche Angkor Wat mille anni fa era una megalopoli moderna creata dall’uomo dal nulla in mezzo alla foresta, mentre ora sono resti antichissimi e pieni di fascino (in realtà sono rimasti solo i templi)… mi chiedo se tra mille anni Dubai sarà per i nostri discendenti quello che oggi per noi è Angkor…
C’è un’altra cosa, però, che mi ha molto colpito di Dubai ed è la convivenza totale di infinite etnie diverse. Nemmeno in città molto cosmopolite come Londra o New York ho visto così tante razze convivere quotidianamente. Dato l’altissimo livello di benessere e la totale assenza di criminalità, la vita scorre in modo molto pacifico e integrato. Sotto questo punto di vista Dubai è veramente una città del futuro.
Questo naturalmente contrasta in modo molto forte con quello che a Dubai c’è, ma non si vede (e non si vuole far vedere). Sono i contrasti, alcuni evidenti, altri solo intuiti, la vera anima di Dubai.

 


La totale modernità da una parte; il fatto che in questo Paese ci sia ancora la legge della Shari’a, dall’altra. Shariʿa è un termine generico utilizzato nel senso di “legge” che indica due diverse dimensioni, una metafisica ed una pragmatica. Nel significato metafisico, la Shariʿa, è la Legge di Dio e, in quanto tale, non può essere conosciuta dagli uomini. L’Arabia Saudita (Regno Arabo Saudita), è una Monarchia assoluta islamica dove la Costituzione coincide con il Corano e la Shari’a in senso stretto è applicata dai tribunali coranici.

Il benessere esasperato da una parte (Ferrari e Lamborghini come se piovesse); i lavoratori trattati quasi come “uomini di fatica” presi dai Paesi più poveri per poter tirare su sempre più grattacieli a ritmo indiavolato, dall’altra. La totale internazionalità che permea ogni aspetto della città e che ti fa credere di essere in tutti i posti del mondo contemporaneamente, da una parte; il canto dei muezzin che sale puntuale cinque volte al giorno tra i grattacieli e i locali in cui suona l’ultimo rapper americano, dall’altra. La sensazione di libertà e da “tutto è possibile” che dà una megalopoli modernissima e ricca in mezzo al deserto, da una parte; le leggi molto severe (per esempio su abbigliamento e alcolici) e le altrettanto severe punizioni, dall’altra.
Dubai è interessante, ti mostra i lati positivi di come potrebbe essere il futuro, ma anche quelli negativi; ti mostra la bellezza della convivenza, ma anche le contraddizioni dell’uomo, che spesso si ritorcono sull’uomo stesso.
Onestamente a me piace. Semplicemente!

 

Testo: Simona Pahontu

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