
Rassegna
I Grandi Artigiani del Vino
Mastroberardino: L'Arte di Custodire l'Anima del Vino
Monografia a cura di LUCA TORSANI
Lunedì 26 ottobre 2026, ore 20.45
Centro Convegni Abbazia di Praglia – Teolo (PD)
Ci sono cantine che producono vino e cantine che custodiscono la storia. Mastroberardino è il simbolo intramontabile dell’enologia italiana, custode da dieci generazioni dei vitigni più nobili dell’Irpinia.
La sua non è semplicemente una vicenda imprenditoriale, ma un atto d’amore e di resistenza culturale. Nel secondo dopoguerra, mentre l’Europa inseguiva la modernità e molti produttori cedevano alla tentazione di espiantare i vitigni locali per fare spazio a varietà internazionali più facili e commerciali, la famiglia Mastroberardino compì una scelta controcorrente. Con lungimiranza e tenacia, scelse di proteggere l’identità del proprio territorio, salvando dall’estinzione gemme preziose come l’Aglianico, il Fiano e il Greco.
Il cuore di questa epopea batte ad Atripalda, in provincia di Avellino, dove la cantina ha radici profonde che affondano nel Settecento. Qui, in un’Irpinia dalle condizioni climatiche quasi alpine, i vigneti crescono su suoli vulcanici e argillosi, capaci di conferire ai vini una longevità e una complessità straordinarie. Da questo connubio tra uomo e natura nascono capolavori che hanno ridefinito la geografia enologica mondiale. Pensiamo al Fiano di Avellino e al Greco di Tufo, bianchi di rara aristocrazia e mineralità. Ma è soprattutto con il Taurasi “Radici” che Mastroberardino ha firmato il proprio capolavoro. Questo monumentale rosso da uve Aglianico, spesso battezzato come il “Barolo del Sud”, dimostra una capacità di sfidare il tempo che ha pochi eguali nel panorama internazionale, evolvendo per decenni in bottiglia con grazia e potenza.
Oggi Mastroberardino non rappresenta solo il passato glorioso della Campania, ma anche il suo futuro dinamico. Attraverso progetti di ricerca e una costante dedizione alla biodiversità, la cantina continua a dimostrare che la vera innovazione non sta nel dimenticare le proprie origini, ma nel saperle raccontare ogni giorno in un calice. Stappare una delle loro bottiglie non significa semplicemente bere un grande vino, ma mettersi in ascolto di una terra antica e fiera.
Il relatore
Presiede la monografia LUCA TORSANI – Da sempre appassionato del mondo del vino e dell’agricoltura – Ha studiato storia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e successivamente ha conseguito un Master in Economia e Management del Turismo. Attualmente é docente presso ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana.

In degustazione 7 vini
Taurasi Radici 2020
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Taurasi Riserva “Radici” 2016
Vino N° 5 al mondo 2023 classifica Wine Spectator
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“Stilèma” Taurasi DOCG Riserva 2018
Vino N. 1 al mondo 2025 Wine Entusiastan
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Fiano di Avellino “Radici” DOCG 2022
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“More Maiorum” Irpinia Bianco DOC 2019
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“Nuovaserra” Greco di Tufo DOCG 2025
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“Naturalis Historia” Taurasi DOCG Riserva 2017
Info in breve
DATA
Lunedì 26 ottobre 2026 – ore 20.45
SEDE
Centro Convegni Abbazia di Praglia – via Abbazia di Praglia, 16 – Teolo (PD)
CONTRIBUTO DI PARTECIPAZIONE
- Quota ridotta speciale soci Arte&Vino: 42 €
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Causale: Monografia Mastroberardino
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DETTAGLI
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È POSSIBILE IL NOLEGGIO IN LOCO A € 5
INFO
Arte&Vino Associazione Culturale
Mail: [email protected]